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Cagliari, Rastelli: «In A servirà grande equilibrio. Parlo sempre coi ragazzi, è fondamentale»

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Dalla Serie B alla Serie A, in un anno. Cambieranno gli obiettivi, non la mentalità ed il modo di lavorare. Il Cagliari, conclusa la pima parte di ritiro, inizia a carburare e mettere in testa i primi schemi dettati da Rastelli. Non ci sarà più l’assillo dei tre punti e l’obiettivo non sarà quello di arrivare davanti a tutti, ma di cogliere al più presto la salvezza. Tra i tanti debuttanti in Serie A c’è anche il tecnico campano, che la massima serie l’ha conosciuta da giocatore. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Rastelli ha parlato della complicata stagione che comincerà tra un mese: «Servirà grande equilibrio. Tutti cercano di pressare alti, di essere aggressivi, di attaccare con più uomini, ma è fondamentale sempre ricompattarsi. La gavetta a me è servita tantissimo. Perché stare in posti in cui devi pensare proprio a tutto è importante. Io personaggio? Non mi sento tale, ma sicuramente in Serie A aumenta la visibilità», le sue parole, riportate da gianlucadimarzio.com.

 

Il primo risultato tangibile dello scorso anno è stato la creazione di un gruppo solido fin dall’inizio del ritiro. Stesso copione dei primi giorni di sudore di Val di Sole: «In una squadra ci sono tante teste, bisogna saperle gestire e governare. Io parlo in continuazione con i giocatori. Oggi è fondamentale entrare nella testa di questi ragazzi con le tecnologie che disorientano». Giulini ha confessato di avergli augurato di diventare un mix tra Conte e Mourinho, ma Rastelli non vuol sentire paragoni: «Io sono lontano da Conte e Mou, sono semplicemente Rastelli. Ma guardo con interesse ai miei colleghi». Il segreto che lo ha portato in pochi anni di carriera dalla C alla A? Il lavoro: «Lavoro tanto e mi porto il lavoro a casa. Con lo staff cominciamo alle 9:30 e finiamo all’ora di cena. Oltre al lavoro in campo c’è anche quello in ufficio: analisi, video. Dal martedì ci prepariamo sugli avversari, osservando il materiale che arriva».

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