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Cagliari, l’ultima sfida dell’anno del centenario

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Roma-Cagliari sarà l’ultima sfida del 2020. I rossoblù vogliono chiudere l’anno del Centenario con una grande vittoria

Roma-Cagliari è sempre stata una di quelle partite che si attendono tutto l’anno, vuoi per i protagonisti in campo, vuoi perché è una di quelle occasioni che riservano tanti colpi di scena, emozioni che lasciano tutti con il fiato sospeso. È uno di quei match particolarmente sentito dai tifosi ai quali spunta sempre il ricordo di un Daniele Conti che fa della squadra di famiglia la sua vittima preferita. Stasera, però, il Cagliari scenderà in campo con uno spirito ancora più agguerrito: vuole chiudere il 2020, l’anno del Centenario dalla nascita della squadra con il botto, possibilmente con una grande vittoria. L’Olimpico sarà il teatro di una grande sfida, con la Roma di Fonseca pronta a dare il tutto e per tutto dopo il fallimento a Bergamo e con il Cagliari che invece ha voglia di compiere una vera e propria impresa andando alla ricerca di una vittoria che possa spezzare una serie consecutiva di pareggi, sicuramente positivi ma che non bastano né per l’animo né per la classifica.

L’ARRIVO DI DI FRA – Quella di stasera, per il Cagliari, sarà l’ultima sfida di questo 2020 decisamente ambiguo, caratterizzato da poche vittorie, da due esoneri e dall’arrivo di un allenatore carismatico come Eusebio Di Francesco e di giocatori importanti che stanno lasciando lentamente la loro impronta sul gioco rossoblù. A settembre con l’arrivo del mister abruzzese, la società ha dato il via a un progetto di rinascita, di ricostruzione dalle fondamenta dello spirito di un gruppo totalmente disorientato, frammentato, confuso. Di Francesco, con il suo solito carisma, ha iniziato con il botto per poi rendersi conto che il suo modulo, le sue idee non erano adeguate per gli uomini a sua disposizione. Con umiltà si è adattato, ha iniziato a conoscere ogni singolo giocatore, distinguendo le qualità di ciascuno e ha dato fiducia a chi nella stagione precedente non aveva avuto spazio ma soprattutto ha dato piena fiducia ai giovani. Ed ecco che i fiori iniziano a sbocciare: Sebastian Walukiewicz è diventato la pedina della difesa più sicura, non manca mai a una partita e le sue prestazioni, nonostante a volte l’inesperienza faccia capolino, non si mettono in discussione. Grande crescita per Gabriele Zappa sulla corsia di destra che sta crescendo a vista d’occhio così come Razvan Marin, arrivato a segnare il suo primo gol in Serie A. Joao Pedro è indubbiamente l’anima della squadra, trova la via del gol con il suo fatale compagno Simeone anche se ultimamente l’ingranaggio si è inceppato e ha smesso di brillare. C’è sempre El Leon Nahitan Nandez, sempre più simile a un extraterrestre perché non si capisce ancora come riesca a tenere dei ritmi così alti e c’è anche Marko Rog, più sacrificato rispetto alla stagione precedente ma la cui voglia di fare, di esserci per il gruppo è davvero strabiliante. Riccardo Sottil è uno dei gioielli preziosi di questo Cagliari sempre più verde, sempre più giovane. Il viola è stato una vera e propria scommessa che si può dire più che riuscita nonostante, a volte, emerga la sua voglia di fare da solo. Ultimo ma non ultimo l’onnipresente e miracoloso Alessio Cragno, sempre provvidenziale, sempre attento, concentrato e finalmente con un esordio in Nazionale. Se vogliamo parlare di vera e propria crescita, di vera e propria metamorfosi allora non possiamo non citare Lykogiannis, passato dall’essere una presenza quasi anonima in campo all’essere indispensabile. Di Francesco, come detto, crede nei giovani, crede in Andrea Carboni, nel mirino dell’Inter, gli dà fiducia nonostante a volte la sua inesperienza regni sovrana ma se gli si accosta un giocatore più maturo e con esperienza sulle spalle come Godin o Ceppitelli le cose cambiano e anche lui diventa fondamentale. Risorgono dalle “ceneri” Leonardo Pavoletti e Alberto Cerri che si scrollano dalle spalle le polveri del passato per tornare ad ambire e a trovare un posto da titolare.

LA SFIDA DI OGGI – Parlare della partita contro la Roma come di un banco di prova per testare la vera condizione del Cagliari sarebbe davvero ingiusto visto lo spessore dell’avversario che quest’anno sembra aver trovato un’ottima condizione. I rossoblù devono però trovare più che una soluzione fisica, un’ottica psicologica con cui andare via dalla Capitale indenne, con una prova di carattere sia per far crescere la propria autostima sia per poter guardare concretamente e con fiducia alla parte sinistra della classifica. Oggi potrebbe essere il vero e proprio punto di partenza per il Cagliari e per Eusebio Di Francesco. Non sarà facile ma c’è tanta voglia di fare l’impresa. L’impresa dell’anno.

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