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Cagliari, chi gioca al posto di Dalbert? Mazzarri sfoglia la margherita

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Cagliari, chi gioca al posto di Dalbert? Mazzarri sfoglia la margherita. Il brasiliano starà fermo ai box a lungo: il tecnico cerca l’alternativa migliore

C’è una linea sottile che separa la soluzione del problema dal problema della soluzione. La prima, semplice, palese, ma solo a giochi fatti. Il secondo complesso, cervellotico, a tratti ingegneristico, spesso aprioristico. Almeno per un mese, il Cagliari dovrà fare a meno di Dalbert, che non sarà Roberto Carlos e nemmeno la sua controfigura, ma resta un unicum nella rosa rossoblù, una freccia diversa da tutte le altre nell’arco. Il fatto – e qui si arriva al problema della soluzione – è che le frecce ci sono, eccome se ci sono. Rosa alla mano, Mazzarri ha a disposizione non meno di tre rivisitazioni del piatto tradizionale.

La prima, la più scontata e probabile a semafori accesi, è la variante greca. Lykogiannis al posto di Dalbert, as simple as that. Cambia la forma e cambia la sostanza, perché l’interpretazione del ruolo del numero 22 è ben diversa da quella del brasiliano.

La seconda versione porta la firma di Andrea Carboni. Visto, rivisto e promosso da terzo di difesa, sperimentato con sospensione del giudizio nei due, testato con buoni risultati da quarto a sinistra. Nella margherita sfogliata nelle ultime ore da Mazzarri, l’opzione Carboni è decisamente il secondo “m’ama”.

Last (and least), Raoul Bellanova from Rho, Milano. Terzino (destro, particolare non ininfluente nel ragionamento) irremovibile nell’Under 21 di Nicolato, oggetto misterioso (mistero peraltro presto risolto alla voce “giocatore in prestito”) con il Cagliari. Contro la Lazio il classe 2000 subentrò e fece il compitino a sinistra: sostituire Dalbert nel lungo periodo sarebbe il compitone, ma vale la pena citare l’opzione.

L’idea bonus, scappata dall’improbabile laboratorio rossoblù 2020-21, è quella del dirottamento (il più sciagurato dai tempi del Pentagono) di Nandez a sinistra, con Zappa (o Bellanova, ancora lui) a destra. L’anno scorso, a spanne, potrebbe esser servito da lezione: l’uruguagio a sinistra è una castrazione non richiesta.

Spinoza analizzava il paradosso dell’asino del Buridano, che di fronte a due cumuli di fieno, perfettamente identici, morì di fame per l’incertezza nella scelta. Chissà se Mazzarri arriverà immediatamente alla più logica e scorrevole soluzione del problema, o si incaglierà di fronte allo spinoziano problema della soluzione.

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