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Boi: «Il Cagliari è in un ottimo stato di forma! Bene Pisacane. Mi ha sorpreso questo giocatore» – ESCLUSIVA

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Giuseppe Boi, giornalista de “Il Tirreno”, ha analizzato in esclusiva con noi il momento attuale del Cagliari e tanto altro. Le sue parole

Si avvicina il match della 22a giornata di Serie A che vedrà il Cagliari impegnato al Franchi contro la Fiorentina, sabato 24 gennaio alle 18:00. In vista della sfida, abbiamo raggiunto telefonicamente il giornalista de Il Tirreno, Giuseppe Boi, per fare il punto sullo stato di forma della squadra di Pisacane, con un occhio di riguardo al tema mercato e tanto altro. Le sue dichiarazioni:

Il Cagliari ha vinto contro una Juve straripante ma inconcludente in fase offensiva nella sfida dell’Unipol Domus. Un risultato che certifica peraltro un ottimo stato di forma dei rossoblù. Qual è il tuo parere in merito?

«Sì, il Cagliari è in un ottimo stato di forma. Guardando solo le ultime tre partite, la squadra è in crescita e stanno emergendo giocatori come Kilicsoy, Mazzitelli, Rodriguez, abbiamo visto anche un Zé Pedro in crescita. Però purtroppo non è, utilizzando questa metafora, come una pallina che corre sul piano inclinato e va aumentando la velocità verso l’obiettivo, ovverosia una salvezza tranquilla, ma sembra che stia facendo come le montagne russe: ad esempio vai a Cremona, giochi un primo tempo pessimo, con interpretazioni sbagliate da parte dell’undici, tatticamente confuso e a tratti senza senso, prendi due gol; secondo tempo, rimetti le cose al loro posto da un punto di vista tattico, gli interpreti si mettono finalmente a giocare e pareggi sul 2-2. Vai a Genova, giochi una partita a tratti dominante però poi gli interpreti iniziano a sbagliare determinate cose e vai a perdere. Vai a giocare contro la Juventus, giochi una partita importante, sicuramente non bella e difensivista, ma vinci. Cioè c’è un’alternanza di prestazioni del gruppo e individuale e di risultati che molto difficilmente permette di capire quale percorso stia seguendo la squadra».

Sono passati diversi mesi da quando Fabio Pisacane si è insediato sulla panchina rossoblù e sta sorprendendo tanto il suo impatto quanto la sua preparazione. Tirando le somme di questo primo scorcio di stagione, qual è il bilancio sul lavoro fin qui svolto?

«È sicuramente un bilancio positivo perché è un esordiente mai avvicinatosi alla zona retrocessione e agli ultimi tre posti. Sta valorizzando il materiale a disposizione, soprattutto i giovani; è un aspetto fondamentale per la sostenibilità economica e finanziaria del club in prospettiva futura. Secondo me manca quella costanza di rendimento e scelte che in determinati casi il Cagliari ha adottato: in tal senso penso ad esempio alla partita contro il Sassuolo, in quel caso i rossoblù hanno affrontato la gara con una difesa a cinque, con tasselli messi male e, forse avendo anche un po’ di paura, sono andati a perdere in casa».

E a proposito di giovani, abbiamo citato i vari Caprile, Rodriguez, Kilicsoy e così via. Quale tra questi ti ha colpito di più e può fare la differenza in questa seconda parte di stagione?

«Caprile non lo considero più una sorpresa perché viene da anni ottimi, basti pensare alla stagione da protagonista decisivo vissuto al Bari o all’Empoli, la sua scelta di lasciare Napoli la scorsa stagione per venire a Cagliari lo sta consacrando come uno dei primi cinque portieri italiani. Personalmente mi ha colpito di più Rodriguez, un classe 2005, che dopo un primo periodo di ambientamento è stato messo in campo, complici anche gli infortuni in difesa, disputando, ad eccezione della partita con il Genoa, gare come se fosse un veterano. Il ragazzo ha ottime capacità di tenere la posizione, forte nei contrasti, anche dei buoni piedi per rilanciare l’azione, un giocatore a tutto tondo a cui manca soltanto quel pizzico d’esperienza. Il difensore sta disputando un campionato importante e credo che sarà decisivo nella seconda parte del torneo, anche perché il Cagliari si sta dirottando verso un deciso cambio di modulo e, in tema, diventa anche importante Idrissi, un giovane di cui si è sempre ben parlato, potenzialmente fortissimo che sta man mano confermandosi. Anche nella partita di sabato scorso contro la Juventus, è entrato posizionandosi sulla fascia molto complessa, giocando tanto da esterno basso difensivo quanto da quinto nel centrocampo a cinque anche perché Pisacane ha alternato due moduli, un 5-3-2- e 4-5-1, facendo una prestazione difensiva ma importante».

Capitolo mercato, i primi colpi in casa Cagliari portano i nomi di Alberto Dossena e Ibrahim Sulemana, già ben noti nell’ambiente. Cosa ne pensi?

«Si cerca di accontentare Pisacane per mettergli a disposizione uomini adattabili al suo modulo tattico, ossia il 5-3-2, con cui ha vinto la Coppa Italia Primavera. Adesso il Cagliari si ritrova con cinque giocatori centrali, due braccetti di destra come Ze Pedro e Dossena, e non l’adattato Zappa, un centrale che è Mina, due braccetti di sinistra che sono Luperto e Rodriguez, ma anche Obert che pera altro nasce come difensore centrale. Idem a centrocampo, con Sulemana aggiungi un uomo di fisicità e gamba perfetto per un centrocampo a tre e funzionale per quello schieramento. Prima c’era il solo Deiola e in parte Adopo. Poi sì sa, il mercato di gennaio è sempre complesso, non soltanto per le limitate risorse economiche ma perché si intersecano ben altre dinamiche, quali su tutti i prestiti con obbligo di riscatto, i quali condizionano il trasferimento in corso dei giocatori nella sessione invernale. Parlando dei giocatori seguiti, Anjorin ad esempio rientra in quell’idea di cui parlavamo prima, è un giocatore di fisicità, di gamba, secondo me è da un punto di vista tecnico superiore a Sulemana ma resta un centrocampista in un centrocampo a tre in un 5-3-2».

Rimanendo a questo livello, secondo te si può trovare in questa sessione invernale un attaccante che sposi appieno il modulo prediletto da Pisacane?

«Secondo me il Cagliari sta trattando un possibile scambio Cutrone-Luvumbo – una triangolazione in quanto l’attaccante è in prestito al Parma per via del Como – per avere una punta di peso anziché un esterno. Ripeto, la squadra sta passando dal 4-3-2-1 o 4-3-3 anche in base a queste scelte. Se si rinuncia all’esterno angolano e non si sostituisce Felici, si sta andando verso il 5-3-2. Cutrone, da un punto di vista fisico e tattico si adatta a giocare a due con un Kilicsoy, un Esposito, con un Gaetano. È tanto un potenziale titolare quanto un possibile rimpiazzo a gara in corso, anche perché il buon Borrelli sta facendo bene ma si vede che è acerbo e forse ha bisogno di giocare con più continuità magari in una serie minore».

Tu hai citato Gaetano, possiamo considerarlo assieme a Mazzitelli, i nuovi acquisti di questo Cagliari visti i loro trascorsi?

«Mazzitelli ha esperienza, che ha mancato in certi momenti il salto di qualità, non solo per sue responsabilità ma anche per dinamiche di mercato che l’hanno portato lontano dalla Serie A. In più penso alla sua parentesi al Frosinone, quella retrocessione ha rallentato in un certo senso anche lui. È un giocatore paradossale: giovane ma con tanta esperienza, possiede un gran tiro da fuori, capacità di creare equilibrio, è partito male perché non stava bene, è un nuovo acquisto molto importante. Su Gaetano, ricordo che due anni fa poteva ambire a palcoscenici importanti, si è un po’ perso l’anno scorso sia per problemi fisici che per come veniva utilizzato da Nicola quasi sempre come mezzala sinistra o da esterno sinistro, schierandolo quasi sempre a partita in corso. Pisacane lo sta impiegando spesso nel ruolo di play, come ad esempio visto a Como o contro la Juventus. Sembra un ruolo lontano dalle sue caratteristiche, ma il ragazzo sta facendo bene in questa posizione e da questo punto di vista può diventare un acquisto importante, sempre che riesca a trovare quella costanza limitata in parte dai problemi fisici, però il giocatore c’è».

I rossoblù sono attesi dalla trasferta del Franchi contro una Fiorentina che sta risalendo piano piano. Qual è il tuo pronostico?

«È difficile pronosticare perché il Cagliari ha un andamento altalenante: vince con le grandi, ma perde contro le dirette concorrenti come il Genoa. Detto ciò, c’è da considerare il fattore ambientale perché se, fino al 27 dicembre, la Fiorentina perdeva con il Parma e il Franchi era una vera e propria polveriera, Nelle ultime quattro partite però fanno otto punti ottenendo pareggi importanti contro Lazio e Milan, trovando una vittoria fondamentale con la Cremonese, e andando a Bologna a vincere, e il pubblico si è ricompattato. In più sabato il Franchi commemorerà la scomparsa del presidente Commisso. Quindi ci sono fattori ambientali a favore della Fiorentina, ma anche caratteriali della squadra, ritrovatasi».

Capitolo scudetto, la lotta al vertice è serrata e vede in vantaggio l’Inter, il Milan è lì mentre il Napoli appare in grande crisi, complici anche gli infortuni che non accennano a placarsi. Come valuti questa situazione? Chi vincerà?

«I valori sono delineati, nel senso che l’Inter è superiore a tutte le altre. Il Napoli, in potenza, è forte quanto i nerazzurri, forse ha qualcosina in più a livello di qualità ma meno dal punto di vista della solidità, però non dimentichiamo che è falcidiato da infortuni clamorosi che pesano, soprattutto se devi giocare contemporaneamente su due fronti. Una competizione come la Champions League che anche tra l’altro dà sempre un po’ di fastidio ai i piani di Antonio Conte, che ha un po’ di difficoltà a gestire il doppio impegno settimanale. C’è tuttavia il terzo incomodo, che magari riesce a replicare quanto fatto dal Napoli l’anno scorso, ossia sfruttare il fatto di non avere impegni europei per trovare il giusto guizzo in campionato, parlo del Milan. I rossoneri sono allenati da Max Allegri, uno dei migliori tecnici sul palcoscenico italiano ed europeo, capace di far rendere al meglio il materiale umano a disposizione che è importante. Può replicare quanto accaduto nella passata stagione: l’Inter è stata in testa fino alla fine in campionato, poi sono arrivate le semifinali di Coppa Campioni e il Napoli è stato abile a rosicchiare quei punti fondamentali per la vittoria finale dello scudetto. Vediamo nel rush finale, molto dipenderà dal proseguimento europeo di Inter e Napoli nelle Coppe. Se succede il Milan ha una grande chance per approfittarne».

Infine una parentesi sulla Nazionale, attesa dal l’importante playoff contro l’Irlanda del Nord. Qual è il tuo pronostico?

«Anche con questa Italia “scadente”, ci sono le possibilità per qualificarsi ai Mondiali 2026 perché se l’Italia è in questa situazione, con tutto il rispetto per l’Irlanda del Nord, non è che sia meglio. Il fatto però di trovarci ad essere ancora in bilico e per la terza volta consecutiva a rischio, delinea un quadro disarmante riconducibile a un aspetto: la mancata valorizzazione del settore giovanile e delle scuole calcio. In tal senso si perde tanto in qualità dei giovani, possibilità di lanciarli e lasciarli crescere come succede in altri stati come Germania e Spagna».

Si ringrazia Giuseppe Boi per la disponibilità e gentilezza mostrate nel concederci questa intervista

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