Bernardo Mereu: «Formiamo gli allenatori, non solo i ragazzi»

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© foto Elena Accardi per CagliariNews24.com

Bernardo Mereu, fortemente legato alla sua terra, da due anni ha iniziato a lavorare come responsabile del settore giovanile del Cagliari

Bernardo Mereu ha costruito e forgiato la sua carriera in Sardegna, complice il suo forte legame con la sua terra. Si è tolto tantissime soddisfazioni collaborando con alcune società isolane che l’hanno portato a ricoprire il ruolo di responsabile del settore giovanile rossoblù. Mereu ha rilasciato un intervista a La Giovine Italia in cui espone come gestire un settore giovanile come quello del Cagliari.

L’ESPERIENZA CAGLIARITANA E OBIETTIVI FUTURI – «Ho iniziato questo lavoro dopo essere stato per tanto tempo allenatore a tutti i livelli, fino alla Serie C. Da tre anni mi occupo del settore giovanile del Cagliari, una struttura che vanta ben 44 Academy in tutta la regione. L’obiettivo è quello di predisporre un percorso tecnico e formativo importante e questo l’abbiamo fatto con dei corsi specifici per i nostri allenatori, con sei tecnici impegnati costantemente sul territorio, cercando di trasferire anche altrove le idee del Cagliari Calcio. Oltre che formare i giocatori formiamo gli allenatori con vere e proprie lezioni in aula: cerchiamo di avere tecnici che abbiano un approccio con i ragazzi simile a quello che vogliamo al Cagliari. Cerchiamo di mettere in mano agli allenatori degli strumenti idonei non solo per formare giocatori di Serie A, ma anche cittadini di Serie A, seguendo i ragazzi passo dopo passo».

IL VALORE UMANO PRIMA DI QUELLO TECNICO – «La parte tecnica è fondamentale, ma questa non può esistere senza accompagnarla con un valore umano. Spesso si fa l’errore di cercare di ottenere i risultati, dimenticandosi che ci sono dietro dei bambini e dei ragazzi».

RITORNO IN PANCHINA – «Ho allenato per quarant’anni, dalla terza categoria fino alla C. L’ho fatto per tanto tempo, oggi ho 59 anni e quando il Cagliari mi ha dato questo incarico sono stato felicissimo di accettare, anche perché ho la fortuna di poter avere ottimi collaboratori al mio fianco. Non ci si può dimenticare del passato, del rapporto con i giocatori, l’adrenalina che si prova nell’allenare, ma non penso di tornare indietro perché questo incarico per me è bello e importante».

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A cura di Emanuele Olla