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Barella è un fallimento, Marotta lo fa fuori con lo sconto: destinazione già decisa

Che Barella non sia più quello di un tempo è ormai sotto gli occhi di tutti. Per Marotta è arrivato il momento di fare cassa e il primo indiziato è lui.
La “manita” rifilata alla Roma nel posticipo pasquale ha restituito all’Inter di Cristian Chivu non solo i tre punti, ma anche quella ferocia agonistica che sembrava smarrita nelle nebbie di un marzo deficitario. Il 5-2 di San Siro ha riacceso le speranze scudetto, eppure, tra le pieghe di una vittoria così roboante, emerge un paradosso che agita i sonni dei tifosi nerazzurri: il caso Nicolò Barella. Nonostante il gol siglato contro i giallorossi – una fiammata che ha contribuito a scavare il solco nel secondo tempo – la prestazione complessiva del sardo è apparsa ancora una volta distante anni luce dagli standard a cui aveva abituato San Siro.
Quel motore inesauribile, capace di agire da perno equilibratore tra difesa e attacco sia in nerazzurro che in Nazionale, sembra aver perso i giri. Se fino a pochi mesi fa l’ex Cagliari era considerato il cuore pulsante e assolutamente intoccabile della rosa, oggi il suo futuro appare avvolto in una fitta nebbia di incertezza. Le critiche, un tempo timide, si sono fatte aspre e costanti, trovando sponda persino in quella frangia di tifoseria che lo ha sempre eletto a vessillo e che ora, invece, inizia a manifestare i primi, inequivocabili mugugni. Per la prima volta dal suo sbarco a Milano, si respira l’aria di un imminente, quanto doloroso, addio.
Il Real Madrid non molla, Marotta apre alle trattative: tesoretto Barella
Per anni, il nome di Nicolò Barella è stato accostato alle più grandi potenze del calcio continentale, respingendo sistematicamente ogni assalto in nome di un legame che sembrava indissolubile. Tuttavia, la stagione attuale pare aver sancito il termine di un’epoca romantica. Beppe Marotta, da fine stratega dei conti, è consapevole che il momento per trasformare il talento del numero 23 in una plusvalenza storica è finalmente arrivato. A 29 anni, Barella si trova in quell’età di mezzo dove il valore di mercato è ancora all’apice, ma il rischio di una parabola discendente inizia a farsi concreto: ad Appiano Gentile serpeggia il sospetto che, qualora il rendimento non dovesse tornare a livelli d’eccellenza, la sua valutazione potrebbe subire un brusco ridimensionamento già nella prossima estate.

Proprio in questo scenario di riflessione profonda, si sono fatte sempre più insistenti le avances del Real Madrid. Le Merengues, in cerca di nuova linfa per una mediana che sta vivendo un profondo ricambio generazionale, sarebbero pronte a mettere sul piatto una cifra compresa tra i 60 e i 70 milioni di euro. Una proposta che la dirigenza nerazzurra non può più permettersi di ignorare. Piero Ausilio sembra ormai disposto a sedersi al tavolo delle trattative, conscio che una cessione di tale portata permetterebbe all’Inter di finanziare gran parte della rivoluzione difensiva necessaria per il prossimo anno. Il sacrificio di Barella, un tempo eresia, è diventato oggi una necessità tattica e finanziaria: il Real chiama, e l’Inter, forse per la prima volta, è pronta a rispondere.