
Harry Winks, giocatore del Cagliari, si è raccontato in un’intervista per la Rosea! Tra i temi affrontati l’amore per l’Italia e molto altro
Harry Winks si è raccontato sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, ripercorrendo alcune delle tappe più significative della propria carriera e soffermandosi in particolare sul rapporto costruito con l’Italia. Il centrocampista del Cagliari ha ricordato il periodo trascorso alla Sampdoria, esperienza che gli ha permesso di conoscere da vicino il calcio italiano!
Nel racconto trova spazio anche il suo arrivo a Genova e il ruolo avuto da alcune figure di riferimento nella scelta, tra cui Antonio Conte, che gli aveva consigliato di vivere questa esperienza. Un legame con il calcio italiano che Winks ha successivamente ritrovato in Sardegna, dove oggi è uno degli elementi del centrocampo rossoblù! Le dichiarazioni:
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PASSATO VS PRESENTE – «Mio papà, che oggi si occupa di sicurezza e videosorveglianza, ha giocato nella cittadina in cui sono nato, Hemel Hempstead. Ho cominciato a 5anni. Mi accompagnava lui (mamma porta il cibo agli anziani in difficoltà), come finiva di lavorare, due volte a settimana. La mia vita è stata il Tottenham. Ma ora tifo per la squadra in cui gioco: il Cagliari».
FIGURA ANTONIO ROMEI – «È stata un’esperienza diversa rispetto al Tottenham, anche come strutture. A Genova tifosi e proprietà erano in conflitto. Ho dovuto affrontare situazioni insolite come i ritardi nei pagamenti e le forti tensioni con la tifoseria. Ma è stato il luogo in cui ho cominciato a concepire il calcio in modo diverso. Genova mi piace ancora molto. Quella di Romei è stata una figura straordinaria sia alla Samp che per il mio approdo a Cagliari.
Mi aveva già accennato dell’interesse del club a gennaio. In estate ci siamo riparlati e gli ho detto quanto mi sarebbe piaciuto venire a Cagliari. Credo che mi abbia aiutato parlando col club. Ho firmato un contratto biennale. Mi trovo bene, è un luogo meraviglioso. Mi ha aiutato anche a parlare con l’allenatore Fabio Pisacane. Uno che è destinato a fare molta strada. Una persona onesta».
CAGLIARI E ROMANO – «Good player, ha la mentalità giusta. Il primo obiettivo deve essere mantenere la categoria. La squadra è forte, lo staff è valido. Siamo giovani, ma all’interno c’è anche esperienza. Quel che ho notato subito è che è una squadra umile. Ma non bisogna mai smettere di lottare».
RICHIESTE PISACANE – «Da quando sono arrivato vuole che io sia un leader, specialmente per i più giovani. E che parli in campo. Per lui devo essere quello che si fa dare la palla, che detta i tempi e cerca di controllare la partita. Chiede che guidi la squadra e che sia quasi un allenatore aggiunto in campo».
SCONFITTA MONZA – «A caldo bisogna mantenere la calma. Ci ha detto di stare tranquilli. A Monza dopo il secondo gol c’è stato un calo. La cosa più importante è combattere sempre. Credo che tutti abbiano compreso questo aspetto».