Ex Rossoblù
Festa: «Ho fatto esordire Barella a 18 anni, ora non li fanno giocare i giovani. Amo il Cagliari»

Gianluca Festa ha raccontato il suo amore per il Cagliari e l’esordio fatto fare al centrocampista dell’Inter Nicolò Barella: le sue parole
L’esperienza al Cagliari resta uno dei capitoli più importanti della carriera di Gianluca Festa, ex difensore e allenatore rossoblù. L’ex calciatore si è raccontato in una lunga intervista concessa ai microfoni de Il Calcio Ellenico, ripercorrendo il proprio percorso tra campo e panchina, soffermandosi anche su una delle scelte più significative della sua carriera da tecnico: il debutto in Serie A di Nicolò Barella quando aveva appena 18 anni.
Festa ha spiegato come, secondo il suo punto di vista, nel calcio italiano ci sia ancora troppa paura nel concedere spazio ai giovani talenti. Una scelta che lui invece ha sempre cercato di portare avanti nelle sue esperienze da allenatore. Le sue parole:
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POCO SPAZIO PER I GIOVANI – «Io Barella l’ho fatto esordire a 18 anni! Gli allenatori non si prendono il rischio ed è una cosa che non capisco. Purtroppo e soprattutto in Italia, perché in altri paesi come Spagna o Inghilterra ci sono ragazzi di 18 anni che giocano titolari anche in nazionale. In Italia ci sono troppe pressioni ma io in tutte le mie squadre ho fatto debuttare dei giovani che mi hanno ripagato perché poi sono diventati giocatori importanti».
Nel corso dell’intervista, Gianluca Festa ha parlato anche della decisione presa durante la sua carriera da calciatore di lasciare l’Italia per vivere un’esperienza all’estero. Una scelta maturata in un periodo nel quale aveva percepito alcuni segnali di difficoltà del movimento calcistico italiano.
CAGLIARI E LARISSA – «La mia scelta di andar fuori è nata dal fatto che allora ebbi questa opportunità, ma se ci fossero state opportunità allettanti in Italia probabilmente sarei rimasto. Però che nel calcio italiano ci fosse una involuzione era abbastanza chiaro. Il Larissa, che è la squadra del mio cuore e sono legatissimo alla città e ai tifosi. Dopo il Cagliari, il Larissa è la mia seconda squadra. Mi sono dimesso perché, malgrado avessi un buon rapporto con l’allora Presidente, non amavo le intromissioni a livello di gestione della squadra. In Grecia si sta bene ma purtroppo a volte i Presidenti esagerano, troppa ingerenza».