Ex Rossoblù
Firicano su Esposito: «Il contratto va rispettato! Non basta una stagione buona per forzare la mano»

Aldo Firicano, ex giocatore rossoblù, si è espresso sulla situazione relativa alla rottura tra Esposito e il Cagliari
Continua a far discutere la rottura tra Sebastiano Esposito e il Cagliari. Tema affrontato anche da un ex giocatore che conosce bene l’ambiente rossoblù, Aldo Firicano, ai microfoni di Radio Sportiva:
CASO ESPOSITO – «Per quanto riguarda Esposito, nella fattispecie, dispiace. Dispiace perché forse, vedendo un po’ dal lato del tifoso o dal lato di un osservatore esterno, i calciatori di oggi danno poco peso a quando vanno a firmare il contratto. In realtà bisognerebbe rispettarlo: quei due o tre anni che ti fa una società, che ti dà fiducia e ti propone la possibilità di giocare comunque ad alti livelli… poi magari da parte del giocatore ce si dimentica. Quasi sempre sono le società che sono un po’ ingrate, invece si dovrebbe un po’ tornare ai principi: intanto fissare che quando si fa un contratto, va rispettato».
FRETTA CALCIATORI E PRETESE – «Probabilmente la velocità del calcio di oggi fa sì che un giocatore che fa bene — come ha fatto bene Esposito, comunque non da due o tre anni a livelli folli e straordinari — abbia poi questa fretta di forzare un po’ la mano e di chiedere un aumento. Se da una parte, vista dalla parte del giocatore, può essere comprensibile, risulta poi incomprensibile a chi valuta nell’insieme la società, la squadra e i tifosi».
CAGLIARI – «È vero, ha cambiato pelle questa squadra, ma non ha cambiato, secondo me, quelli che erano i principi dettati dall’allenatore, che secondo me è molto bravo. E poi, in realtà, dalla società, che comunque punta su dei ragazzi giovani — Palestra ne è stato un esempio, ma anche altri. Quindi c’è questo tipo di filosofia che manterrà quest’anno, pur cambiando evidentemente qualcosa».
CALCIOMERCATO E PROSPETTIVE – «È chiaro che il mercato ora entrerà nel vivo e, tanto per il Cagliari come per tutte le altre squadre, questi ultimi 20 giorni di agosto andranno poi a determinare veramente il voto delle squadre, con alcuni giocatori che poi devono fare la differenza. Il Cagliari da questo punto di vista non è diverso da altre squadre: dovrà fare, secondo me, ancora qualche intervento e poi naturalmente sperare che questi giovani, alcuni giovani che ha preso, facciano un campionato di livello come lo è stato lo scorso anno».