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Winks si presenta: «L’aspetto tattico è molto diverso che in UK ma ora darò tutto per questo club»

Winks si prepara alla nuova sfida in Serie A con la maglia del Cagliari! Le parole del centrocampista rossoblù
Harry Winks ha raccontato al canale youtube del Cagliari quali sono state le prime sensazioni vissute dopo il ritorno in Italia, soffermandosi sull’accoglienza ricevuta in Sardegna, sulle proprie caratteristiche tecniche e sulle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta rossoblù.
Il centrocampista inglese considera questa esperienza una nuova opportunità per crescere, approfondire la conoscenza tattica del calcio italiano e mettere il proprio bagaglio internazionale al servizio di una squadra giovane. Nel corso dell’intervista ha parlato anche dell’influenza esercitata sulla sua carriera da Mauricio Pochettino ed Enzo Maresca, del rapporto con Fabio Pisacane e del desiderio di integrarsi nella cultura locale.
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Le parole di Winks sulle motivazioni che lo hanno spinto in Sardegna e molto altro
L’ARRIVO AL CAGLIARI – «Quando sono arrivato all’aeroporto c’erano molti tifosi ad aspettarci. Hanno accolto molto bene me e Fazzini ed è stato bello ricevere un benvenuto così caloroso in Sardegna e a Cagliari. Sono davvero felice di essere qui. È un ottimo club, gioca in Serie A e ha un allenatore molto preparato. La possibilità di unirmi a questa squadra era qualcosa che mi entusiasmava molto».
I MOMENTI PIÙ COMPLICATI DELLA CARRIERA – «I momenti difficili, quelli nei quali magari non giochi o nei quali le cose non vanno bene quando sei in campo, sono quelli dai quali ho imparato di più durante la mia carriera. Ho vissuto tanti momenti bellissimi, ma anche periodi complicati. Sono proprio quelle difficoltà ad avermi fatto crescere maggiormente sia come calciatore sia come persona».
IL RAPPORTO CON IL PALLONE – «Sono un giocatore che vuole sempre il pallone. Una delle mie qualità è farmi vedere continuamente, cercare la giocata e assumermi la responsabilità di ricevere anche nelle situazioni più difficili. Anche quando affrontiamo una squadra aggressiva, voglio essere coinvolto nella costruzione».
IL RUOLO NELLA SQUADRA – «Spero di poter aiutare la squadra a mantenere il possesso e a far progredire il gioco verso gli attaccanti, che possono segnare e fare la differenza. Voglio essere il collegamento tra i difensori e il reparto offensivo, provando a controllare il pallone il più possibile durante le partite».
LE DIFFERENZE CON L’INGHILTERRA – «Gioco a calcio fin da quando ero bambino e ho sempre amato studiarne l’aspetto tattico. Essere arrivato in Italia e lavorare con questo allenatore rappresenta un’opportunità per imparare nuovamente e approfondire ancora di più la mia conoscenza del gioco».
IL RITORNO IN ITALIA – «Quando ho giocato in Italia quattro anni fa ho apprezzato molto la cultura, lo stile di vita e il calcio. L’aspetto tattico è molto diverso rispetto all’Inghilterra: bisogna utilizzare maggiormente la testa e interpretare le partite in maniera differente. Amo questo elemento del gioco. Venire qui, imparare nuovi sistemi e nuovi modi di preparare le partite è qualcosa che mi piace molto».
L’IMPORTANZA DI POCHETTINO – «Ho lavorato con tanti allenatori di altissimo livello e sono stato molto fortunato. Pochettino mi ha dato l’opportunità di giocare, di emergere al Tottenham e ha sempre avuto grande fiducia in me. Gli devo moltissimo».
L’IDENTITÀ DI MARESCA – «Dal punto di vista dell’identità calcistica e della comprensione del gioco, lavorare con Enzo Maresca mi ha permesso di osservare il calcio in maniera differente. Da quando sono arrivato qui ho capito che l’allenatore vede il gioco in modo molto simile e per me è fantastico. Posso imparare tanto da lui, dalla squadra e dai miei nuovi compagni».
GLI ALLENATORI CHE LO HANNO FORMATO – «Pochettino e Maresca sono i due tecnici che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vedere il calcio. Adesso ho la fortuna di lavorare con un allenatore che condivide una visione simile e sono convinto di poter imparare ancora molto».
IL RUOLO NEL GRUPPO – «Adesso sono uno dei giocatori più anziani della squadra ed è una sensazione strana, perché non ricordo di esserlo mai stato nelle altre squadre in cui ho giocato. È comunque una situazione entusiasmante: ci sono tanti calciatori molto bravi e molti giovani di talento».
L’ESPERIENZA DA TRASMETTERE – «Mi piace parlare e comunicare molto in campo. Anch’io continuo a imparare e qui ci sono giocatori e allenatori che possono insegnarmi nuove cose. Se però posso trasmettere qualcosa ai più giovani, dalla mentalità con cui affrontare le partite e gli allenamenti fino alle esperienze maturate nella mia carriera, cercherò sicuramente di farlo».
IL RAPPORTO CON L’ALLENATORE – «È incredibilmente appassionato di calcio e ama profondamente questo sport. Da quando sono arrivato abbiamo lavorato molto su come creare pericoli agli avversari e su come mantenere il possesso, aspetti che considero fondamentali nel calcio moderno».
LE PRIME SETTIMANE DI LAVORO – «Sono qui soltanto da due settimane, ma ho già imparato tantissimo. È stato eccezionale nel modo in cui trasmette i propri messaggi. Non vedo l’ora di lavorare con lui durante tutta la stagione e spero che insieme riusciremo a ottenere risultati importanti».
LA NUOVA SFIDA LINGUISTICA – «È una delle sfide che mi entusiasmano maggiormente. Sono arrivato in una squadra nella quale quasi tutti parlano italiano e quindi dovrò imparare la lingua. Voglio cominciare a studiarla il prima possibile. È una situazione nuova per me, ma sono molto motivato».
LA RESPONSABILITÀ VERSO IL CLUB – «So quanto siano appassionati i tifosi e quanto sia importante per il club ottenere risultati. La mia intenzione è seguire l’esempio del capitano e dei compagni, cercando di mostrare la stessa passione. So quanto questa squadra significhi per i tifosi e per la città: voglio dare tutto quello che posso».
LE AMBIZIONI PERSONALI E DI SQUADRA – «La mia ambizione è migliorare ancora come calciatore e aiutare la squadra in ogni modo possibile. Spero che possiamo chiudere il campionato nella posizione più alta possibile, perché credo che abbiamo una formazione molto valida».
LA MENTALITÀ DEL GRUPPO – «È una squadra giovane e affamata. Da quando sono arrivato ho visto il modo in cui i giocatori affrontano gli allenamenti e la mentalità presente nello spogliatoio. È un gruppo molto onesto. Se continueremo a migliorare insieme all’allenatore, che ha tante buone idee, credo che potremo vivere un’ottima stagione».
LA VITA A CAGLIARI – «Da quando sono arrivato siamo sempre stati impegnati con il ritiro e non ho ancora avuto la possibilità di visitare Cagliari e la Sardegna. Quando torneremo non vedo l’ora di farlo. Mia moglie e mia figlia verranno a vivere con me a Cagliari».
LA CULTURA SARDA – «Mia moglie mi ha già parlato delle splendide spiagge che ha visto e della qualità del cibo italiano. Non vedo l’ora di imparare la lingua, conoscere la cultura, vivere la città e trascorrere un periodo ricco di soddisfazioni qui a Cagliari».
LA PROMESSA FINALE – «Ogni volta che avrò l’opportunità di giocare per questa squadra, darò tutto quello che ho».