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Conferenza stampa Pisacane: «Abbiamo rimpiazzato giocatori nel reparto che si era scalfito, Serve intervenire in attacco ma senza fretta»

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Conferenza stampa Pisacane: l’allenatore del Cagliari interviene da Assemini per fare il punto sul lavoro della squadra

La preparazione del Cagliari entra nel vivo al CRAI Sport Center di Assemini, dove la squadra sta lavorando in vista dei prossimi impegni. Oggi, martedì 21 luglio, alle 16:30, il tecnico Fabio Pisacane terrà la consueta conferenza nella sala stampa del centro sportivo rossoblù!

La conferenza rappresenterà il momento conclusivo della prima fase del ritiro e consentirà al tecnico di fare il punto sul lavoro della squadra, sullo stato di forma dei giocatori e sugli obiettivi imminenti. Sarà anche l’occasione per approfondire la gestione della rosa, analizzare i progressi dei singoli e delineare il percorso che il Cagliari seguirà per affrontare la nuova stagione di Serie A con continuità e competitività! Le dichiarazioni:

LA CONFERENZA STAMPA DI PISACANE

LE PRIME SENSAZIONI SUL NUOVO RITIRO«Ripartiamo da basi diverse rispetto a un anno fa, quando c’erano idee e metodi condivisi tutti da costruire e inculcare nel gruppo. Oggi abbiamo una cultura del lavoro e una mentalità costruite nel tempo. Il mio compito non è difendere quanto fatto nella passata stagione, ma costruire il futuro del Cagliari. Nel calcio conta quello che fai oggi, ed è questo che deve tenerci in piedi, vivi, per ripartire con ancora più convinzione e qualità. All’inizio c’è sempre un po’ di scetticismo, ma vale per me come per tutti gli allenatori che iniziano una nuova stagione. Bisogna sempre confermarsi e puntare a migliorare: è questo il bello del calcio e della vita in generale».

UN GRUPPO CHE RIPARTE DA BASI SOLIDE«Sono molto contento di questa prima parte di ritiro. Abbiamo subito trovato i rimpiazzi nei reparti che si erano indeboliti. Abbiamo perso giocatori importanti come Mazzitelli e Folorunsho, che non erano di nostra proprietà, oltre a Gaetano, ma li abbiamo sostituiti con calciatori che mi soddisfano e che hanno qualità per raccoglierne l’eredità. Questa squadra non parte da zero. Ha acquisito una cultura del lavoro e una mentalità importanti. In questi giorni ad Assemini, con un caldo davvero feroce, i ragazzi sono stati encomiabili: hanno affrontato ogni allenamento con dedizione, partecipazione e senza alcuna lamentela. È un segnale importante della voglia che hanno di raggiungere nuovi obiettivi».

GLI OBIETTIVI DELLA STAGIONE«L’obiettivo primario rimane quello di mantenere la categoria, ma vogliamo alzare l’asticella. Non farò promesse sulla classifica perché sarebbe sbagliato. La priorità è portare il Cagliari sempre più in alto. Sono convinto che quest’anno il Cagliari non sarà una semplice curiosità del campionato, ma una squadra che gli avversari dovranno affrontare con grande attenzione. L’anno scorso abbiamo dimostrato di poter fare qualche scherzetto a chiunque e vogliamo continuare a crescere».

LA MENTALITÀ NON CAMBIA«Io non posso vivere di quello che abbiamo fatto l’anno scorso. Se la passata stagione è stata positiva è perché ci sono state caratteristiche dentro di noi che hanno compensato altre difficoltà. Il rischio più grande sarebbe pensare di essere diventati più bravi. Quando un calciatore ragiona così va incontro a pericoli individuali e collettivi. Se quattro o cinque elementi iniziano a pensarla in questo modo diventa complicato. Questa squadra deve ancora scavare dentro sé stessa, deve continuare a raschiare il fondo per raggiungere i propri obiettivi. Sarà la fame a fare la differenza».

IL MERCATO E IL LAVORO CON LA SOCIETÀ«Con la società siamo perfettamente allineati, esattamente come accaduto la scorsa stagione. Quest’anno abbiamo un disegno diverso e il direttore è stato bravo perché, vedendo partire alcuni giocatori, è intervenuto subito con operazioni significative, inserendo fin dall’inizio giocatori funzionali alle nostre richieste e alla nostra metodologia di lavoro. Ho sentito tantissimi nomi accostati al Cagliari. Qualcuno l’ho chiesto anch’io al direttore. A centrocampo siamo riusciti quasi completamente a realizzare quello che volevamo fare. In avanti stiamo valutando diversi profili, ma non voglio fare nomi finché i giocatori non saranno nostri. Quello che volevamo fare lo abbiamo fatto e quello che vogliamo fare lo faremo. Il mercato è ancora lungo e non bisogna farsi prendere dalla fretta di occupare subito tutte le caselle. L’importante è scegliere bene. Sappiamo perfettamente quali ruoli eventualmente dovranno essere completati. Il calcio e il mercato sono dinamici, ogni giorno, e io voglio valutare tutti, anche quei giocatori che oggi potrebbero sembrare in uscita».

L’ATTACCANTE CHE MANCA«Davanti stiamo cercando un giocatore con caratteristiche diverse rispetto a quelle che abbiamo già in rosa. Vorrei un attaccante completo, capace di legare il gioco ma allo stesso tempo di essere un vero cecchino dentro l’area di rigore. Per completare il reparto offensivo mi piacerebbe ricevere questo regalo. La società lo sa, così come il direttore e l’area scouting, che stanno facendo tutto il possibile per accontentarmi. Non abbiamo fretta. Abbiamo comunque tanti giocatori da valorizzare: penso a Kingstone, che ha fatto molto bene in Austria, a Mendy e Trepy, che si sono distinti agli esordi, e a Borrelli, che al primo anno di Serie A ha realizzato cinque gol. La società sa che dovremo intervenire in quel reparto, ma è giusto valutare tutto con attenzione».

LA ROSA E I SINGOLI«Stiamo aspettando il rientro di Mina. In difesa Deiola può rappresentare una certezza anche in quel ruolo. Valuteremo strada facendo anche ragazzi come Raterink e Grandu, che conosco molto bene e che mi incuriosisce particolarmente. Mattia Felici merita che il calcio gli restituisca qualcosa dopo quanto gli è successo nel suo momento migliore e può rappresentare un’arma importante per noi. Di Paolo è uno di quei ragazzi che può convincermi a tenerlo in rosa: ha qualità e colpi importanti, ma tutte le valutazioni vanno fatte con attenzione e cognizione di causa. Per quanto riguarda Idrissi, lo aspettiamo: dovrebbe rientrare in gruppo intorno alla metà di agosto. Sono convinto che lui, insieme a Felici, tornerà con ancora più fame».

CAPRILE, UN LEADER PER IL CAGLIARI«Elia è tornato con il sorriso. Per me è un leader carismatico oltre che un grande portiere. Oggi è un giocatore del Cagliari e mi auguro di iniziare il campionato con lui tra i pali».

L’ADDIO A BELOTTI«Mi dispiace tantissimo per Andrea, prima di tutto per la persona e poi per il calciatore. Gli auguro di tornare presto a fare quello che ama. Per quanto riguarda il mercato, tutti i ragazzi conoscono il mio modo di ragionare: siamo tutti utili e nessuno indispensabile. Lo stemma del Cagliari viene sempre prima di tutto. È un principio che varrebbe per me anche se allenassi un’altra squadra. Vale per Belotti, così come per Gaetano, che ho apprezzato tantissimo sia come uomo sia come calciatore. Se un giocatore ritiene che sia arrivato il momento di fare un altro passo della propria carriera e pensa di doverlo fare lontano da Cagliari, è giusto che segua il proprio percorso. Io e il club possiamo fare il massimo per trattenerlo se lo riteniamo funzionale, ma puoi arrivare fino a un certo punto laddove il calciatore ritiene di dover fare altre scelte».

L’EREDITÀ DI PALESTRA E L’EVOLUZIONE TATTICA«Quello costruito con Palestra è un vestito tattico che potremo sempre riprendere in futuro. Il calcio è dinamico, fluido, e quella struttura resta una possibilità. Oggi, però, dopo un anno di lavoro, ho molto più chiaro ciò che ho tra le mani. Abbiamo una mentalità definita e giocatori di qualità soprattutto in mezzo al campo. Ho sempre detto di essere disposto ad adattarmi alle caratteristiche della rosa. Alla fine, però, è sempre il risultato a determinare il valore di quello che raccontiamo sul campo».

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