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Conferenza stampa Canzi: «Per me è un ritorno a casa! Vogliamo creare una prima squadra femminile»

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Conferenza stampa Canzi: nella giornata odierna il nuovo responsabile del settore giovanile del Cagliari si presenta ai tifosi e alla stampa. Le sue dichiarazioni

(Elia Serra da Sa Manifattura) – Max Canzi torna a Cagliari dopo l’esperienza da tecnico della primavera rossoblù e si presenta Sa Manifattura. E’ il giorno della sua presentazione oltre che di quella del nuovo direttore sportivo Pietro Accardi. Le sue parole:

CONFERENZA STAMPA CANZI

EMOZIONI – «Per me sono proprio emozioni, ringrazio Giulini dell’opportunità e del ruolo che lui ha pensato per me, per me è un ritorno a casa! Chi ha lavorato con me in questi sei anni sa che volevo tornare a Cagliari. Il ruolo è importante per la fase della carriera in cui sono: questa è la mia strada al momento».

CAMBIO DI RUOLO – «Il cambio di ruolo è una scelta importante e non semplice, ci ho dovuto pensare. A vari livelli ho fatto 41 stagioni da allenatore, in diversi ruoli e livelli. Ci ho dovuto pensare seriamente, è una grandissima opportunità per me, dovrò mettere a disposizione la mia esperienza per migliorare ciò di buono che è stato già fatto. Le basi sono buone, mi mancherò il campo più che la panchina, ma questo è un mestiere che mi permetterà di allenare allenatori e collaboratori».

FASE DEL SETTORE GIOVANILE TRA GIOVANI E RISULTATI – «Sono tornato per la passione che ho per questo sport, poterlo fare a Cagliari (la squadra di cui sono diventato tifoso) è bello. Obiettivi? Il core business di un settore giovanile è costruire giocatori per la prima squadra, cosa che è riuscita in modo unico. Dobbiamo ripetere quello che è successo, cose fatte anche grazie al lavoro di Pisacane; è un modello che possiamo ripetere. Penseremo a quello e di portare risultati al settore giovanile, dovremo cercare di rimanere in Primavera 1 ma anche nelle altre categorie nazionali under. Dobbiamo costruire prima uomini che calciatori. Questo cercando di fare il meglio possibile anche a livello di risultati».

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RETROCESSIONI NEL CAMPIONATO PRIMAVERA 1 – «E’ importante crescere i calciatori e portarli in prima squadra. Otto anni fa c’è stata la riforma, non c’è più il girone unico ma A e B, non sta me giudicare se è giusto ho sbagliato. Per questo il risultato acquisisce importanza, se ne potrebbe parlare per giorni».

PRIMAVERA U 20, UTILE? – «Tema molto dibattuto, il pensiero comune è che giocare fino a 20 anni in primavera in molti casi è sbagliato. Poi ogni giocatore cresce a modo suo, alcuni hanno bisogno di più anni in primavera. Il cambio di regolamento ha permesso alla primavera di avere un biennio e non un anno solo. Chi ha l’U23 va un po’ più in là usando in primavera giocatori più giovani».

SETTORE FEMMINILE – «Puntiamo alla crescita del settore giovanile, penso mi abbiano scelto anche per questo. Abbiamo un settore giovanile che sta facendo bene, va implementato, stiamo facendo bene nel calcio a 5. Stiamo pensando a creare una prima squadra, che non abbiamo, è un obiettivo. Finalmente il movimento femminile è in ascesa, la Sardegna ha una importante tradizione e spero che le ragazze possano avere un grande seguito».

PROGRAMMAZIONE – «Ho la fortuna di arrivare in un settore giovanile ben sviluppato e strutturato, ho avuto predecessori di grande livello. Dobbiamo crescere ancora e diventare più moderni, ma anche dare una linea identitaria a tutte le squadre del settore giovanile, questo sia per i ragazzi che per il Cagliari. Dobbiamo sfruttare il lavoro che è stato già fatto, se non ci fosse stato forse non avrei accettato questo incarico».

RICORDO CAVALCATA CON LA PRIMAVERA – «Nel primo anno abbiamo fatto i playoff e quello successivo li abbiamo vinti salendo dalla primavera 2. L’anno del Covid è stato interrotto il campionato ed eravamo secondi a tre punti dall’Atalanta e ci mancava lo scontro diretto, mi rimane un po’ di amarezza per quel momento. Ho un grande ricordo di quegli anni!».

JUVENTUS – «Mi porto dietro una grandissima esperienza in un top club e in una grandissima azienda. Ho lavorato a stretto contatto con il settore giovanile maschile, tracciando la strada per quello che farò oggi. Ho apprezzato la grande cura del lavoro e del dettaglio. E’ stata una grande e bellissima esperienza!».

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