Hanno Detto
Bucci: «Caprile è ancora giovane ma già maturo, Pisacane è molto preparato. Sulla partita con l’Atalanta…»

Luca Bucci, preparatore dei portieri del Cagliari, in un’intervista ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni su Elia Caprile, Fabio Pisacane e non solo
Luca Bucci è stato l’ospite dell’ultima puntata di “Il Cagliari in diretta”, trasmissione in onda sulle frequenze di Radiolina. Il preparatore dei portieri del Cagliari si è espresso su diverse tematiche, passando anche su Elia Caprile e il tecnico dei rossoblù Fabio Pisacane. Le sue parole:
IL PERCORSO NEL CALCIO – «Ho iniziato a giocare da professionista a sedici anni, giocando la mia ultima partita proprio a Cagliari nel 2009 con la maglia del Napoli, poi ho iniziato quasi subito a fare il preparatore dei portieri. Io pallavolista? Tutte le volte in cui mi fermavo temporaneamente con l’attività agonistica e preciso che non l’ho mai chiamato lavoro ma grande passione, mi ritengo una persona estremamente fortunata per essere riuscito a farne una professione giocavo a beach volley; così quando ho smesso definitivamente tanti amici ed ex pallavolisti mi hanno chiamato a giocare come schiacciatore, ero piccolo ma saltavo parecchio (ride, n.d.r.)».
VERSO L’ATALANTA – «Si cerca sempre di lavorare al meglio, preparando la sfida guardando al lungo periodo e non solo all’ultima gara giocata dall’Atalanta. Cercheranno di riscattarsi dopo l’eliminazione di ieri in Coppa Italia, sarà una sfida senza dubbio difficile dove entrambe si giocano punti pesanti. Si guarda in casa propria per arrivare pronti e si cerca di capire cosa potrà fare l’avversario, noi sicuramente dovremo fare la nostra gara per ottenere i punti che servono a completare l’opera. Finora abbiamo costruito un percorso molto buono, con qualche battuta d’arresto pesante, credo però che il Cagliari meriti la salvezza per tutto ciò che ha fatto e passato anche a livello di infortuni e defezioni di lungo corso. Ma, preciso, non amo cercare alibi né sarebbe giusto togliere meriti a ciò che tutti i ragazzi hanno fatto quando chiamati in causa. Siamo un gruppo forte e sano che merita di ottenere il traguardo finale».
IL LAVORO CON CAPRILE – «L’ho sempre seguito. L’ho trovato migliorato nel tempo, è ancora molto giovane ma già maturo. È molto bravo nelle letture del gioco, sicuramente più andrà avanti più migliorerà in tanti aspetti, ho trovato un calciatore che immaginavo così bravo vedendolo da lontano e da avversario. Lui molto fuori dai pali sulle rimesse laterali avversarie? Non ha paura, sa prendersi responsabilità nelle uscite, questo è sinonimo di forte personalità. Le parate, più o meno, le fanno tutti, mentre dominare l’area e dare sicurezza al reparto con tutto il resto non è banale né per tutti. Elia ha tante qualità, sono convinto e mi auguro che continui su questo sentiero».
LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO – «Sicuramente non è un momento storico positivo. Ho avuto modo di lavorare a Montreal, in Canada, nell’MLS, e ho percepito che quando sei all’estero è importante per te avere un tuo campionato di appartenenza, nel mio caso quello italiano, sempre competitivo. Sulle crisi del calcio italiano c’è senza dubbio da dibattere per trovare soluzioni, è un discorso lungo che richiede tempo ed energie, non c’è dubbio che una Nazionale qualificata ai Mondiali voglia dire anche un decisivo traino economico e sociale. Un tempo si arrivava a considerare un fallimento un piazzamento dell’Italia a ridosso del primo posto, oggi è cambiato tutto ma di certo nulla vale quanto la partecipazione ai Mondiali».
RANIERI E PISACANE – «Mister Ranieri l’ho avuto nella parte finale della mia carriera, un totem del calcio la cui carriera parla da sola a ogni latitudine. Fabio è un tecnico molto bravo e preparato, ci siamo sentiti a maggio e in poche ore ho accettato senza alcun dubbio di lavorare con lui: mi piace per come vive il calcio, in un momento dove ovviamente c’è grande coinvolgimento emotivo perché è alla prima stagione in Serie A e la sta affrontando nella città che l’ha adottato da undici anni e dove ha scelto di vivere. Merita più di tutti la salvezza, il Mister. Il nostro staff? Noi che abbiamo più esperienza, penso anche al vice Giacomo Murelli, abbiamo il dovere di portare un contributo che deriva da ciò che abbiamo imparato negli anni, in una dialettica importante finalizzata ad aiutare l’allenatore nel fare le scelte che in definitiva gli competono. Adesso dobbiamo tutti lavorare pensando alle ultime cinque gare nelle quali ottenere i punti necessari, le somme si tireranno alla fine del campionato ed è inutile guardare indietro pensando a ciò che è stato o non è stato. Non bisogna dispendere energie in qualcosa di diverso dalle partite che ci attendono da lunedì prossimo fino all’ultima giornata».