Hanno Detto
Conferenza stampa Pavoletti: «Il gruppo è resiliente e uscirà da questo momento! Approccio? Abbiamo faticato. Sulle mancanze…»

Conferenza stampa Pavoletti: il giocatore del Cagliari è intervenuto in seguito alla sconfitta conseguita con il Pisa. Le dichiarazioni
Il Cagliari è andato incontro a una sconfitta (3-1) con il Pisa questa sera alla “Cetilar Arena” nella gara valevole per il 29° turno del campionato di Serie A! In seguito, è intervenuto in conferenza stampa il giocatore Leonardo Pavoletti. Vi riportiamo le dichiarazioni riprese da TMW:
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ESULTANZA – «La “L” sta per Livorno, e nasce dai derby giocati in Serie C. Ma purtroppo sto gol conta zero. Il Pisa mi è piaciuto molto, sembravano loro in undici e noi in dieci. Credo perciò che questo gruppo è molto resiliente e uscirà da questo momento».
MANCANZE – «Speravo che sto gol fosse come quello di Verona lo scorso anno. Abbiamo fatto fatica nell’approccio, si è notata subito la paura. L’espulsione ci ha dato energia, ma non l’abbiamo saputa sfruttare. Abbiamo preso una bella batosta. Dobbiamo prendere spunto da questo sconfitta».
RIVALITA’ LIVORNO PISA – «La provocazione finale? L’ho vissuta con il sorriso: fa parte del clima tra pisani e livornesi, è una rivalità sana e genuina. Io da ragazzino vedevo il derby e per me Pisa-Livorno era Serie A anche se erano in C: una cornice bellissima».
MOMENTO – «Dal punto di vista emotivo, io vivo il calcio così. Ho bisogno dell’ansia, della tensione: anche stanotte ho dormito 4 ore pur sapendo che probabilmente non avrei giocato. Ma è così che rendo. Ho sbagliato diversi passaggi oggi, ma quando è arrivata quella palla sul colpo di testa di Dossena lo sapevo già: sentivo che avrei fatto gol. Sono sensazioni che non si spiegano».
FASE OFFENSIVA – «Sulla fase offensiva: il problema non riguarda solo gli attaccanti. Il primo tempo non riuscivamo mai a trovare la misura giusta. Loro erano fortissimi centralmente, ci venivano addosso da ogni lato, e non è facile giocare così con l’uomo sempre alle spalle. Secondo me serviva sviluppare di più il gioco sugli esterni, per allargare le maglie della difesa e poi colpire dentro. Invece abbiamo insistito troppo per vie centrali, sbattendo continuamente contro il loro muro. Nel secondo tempo è andata meglio, ma serve di più: dobbiamo essere bravi a capire cosa succede durante la partita e avere un piano B quando il piano A non funziona. Abbiamo provato alcune soluzioni, ma ora dobbiamo consolidarle».