Hanno Detto
Pisacane: «Giulini ha creduto in un percorso, io sono uno maniacale. Cagliari mi ha accolto e dato rispetto»

Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha rilasciato delle dichiarazioni tramite un’intervista uscita oggi: la fiducia di Giulini, le vittorie con le big e non solo
Fabio Pisacane ha toccato diversi temi nell’intervista rilasciata per l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. L’allenatore del Cagliari ha fatto il punto della situazione dopo 21 giornate, parlato del suo percorso e della voglia di ripagare la fiducia ricevuta (e non solo). Le sue parole:
FIDUCIA DI GIULINI – «Ha creduto in un percorso e non in una scelta improvvisata. Sento un grande senso di responsabilità e di riconoscenza e vorrei restituire questa fiducia con il lavoro e i comportamenti».
BILANCIO SUL PERCORSO – «Siamo in linea con gli obiettivi, il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta. Abbiamo avuto una serie di fatalità, non mi piace parlare di infortuni: la nostra forza è proprio quella di non deprimerci e di non esaltarci».
VITTORIE CONTRO GASPERINI E SPALLETTI – «Con la Roma è stata di gioco e aggressione, conla Juve è stata diversa. Battere due maestri che hanno sempre dato un’identità forte alle loro squadre non mi fa sentire arrivato, ma mi aiuta a dire che il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta».
LA SCELTA DI ALLENATORE E LA TIPOLOGIA DI TECNICO – «Ho iniziato a seguire il corso per
il patentino Uefa B mentre giocavo, 3-4 anni prima di smettere. È una vocazione, non ci si improvvisa, deve partire dal profondo. Come si descriverebbe? Non integralista, maniacale per la quantità di partite che vedo di tutti i livelli. La scuola italiana è la migliore nel mondo».
RISULTATISTA O GIOCHISTA? – «Mi piace stare nel mezzo: se fossi risultatista, tradirei il gioco; se fossi giochista, tradirei la squadra, allenerei me stesso. È difficile vincere partite come
quelle contro la Juve: ci sono ordine, spirito e sacrificio, ma poco contenuto qualitativo. Però una squadra come la nostra può raggiungere l’impossibile»
IL GIOCO DEL CAGLIARI E GLI ERRORI DA NON FARE A FIRENZE – «Prediligo un calcio posizionale che abbraccia il relazionale: le due cose possono coesistere. E dobbiamo portare a casa punti, non complimenti. L’errore da non commettere? Perdere l’attenzione. Dobbiamo
fare una gara impeccabile».
CHE DIFESORE ERO – «Ho costruito una carriera da giocatore sulle letture. L’ideale sarebbe
stato aggiungerci i piedi di Luperto e Mina».
UN CAGLIARI EQUILIBRATO – «Restare equilibrati ci permette di avere la possibilità di salvarci. Nella mia vita ho attraversato spesso le tempeste».
ESPLOSIONE DI PALESTRA – «Ha potenzialità ancora inespresse. Ha fatto tanto di istinto, se alza la qualità, diventerà incredibile».
AUTROCRITICA – «Sì, non sono troppo orgogliosoenon sono rancoroso. Parto dal principio di poter imparare, non di poter insegnare».
COSA RAPPRESENTANO NAPOLI E CAGLIARI – «Napoli le radici. Cagliari mi ha accolto, questa terra ti dà rispetto e verità e ti chiede coerenza. E non voglio tradirla»
LEGGI ANCHE: Kilicsoy: «Cagliari è il posto giusto per crescere. Pisacane è come un fratello maggiore. Mi ispiro a…»