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Caso Zappi, terremoto arbitrale: la FIGC commissaria l’AIA! La decisione ufficiale

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Caso Zappi, il Consiglio Federale della FIGC ha deciso il commissariamento dell’AIA dopo l’inibizione di 13 mesi inflitta al presidente Zappi

Il calcio italiano si è svegliato con una decisione destinata a segnare un prima e un dopo nella gestione del mondo arbitrale. Nella mattinata di oggi, il Consiglio Federale della FIGC, riunito d’urgenza, ha deliberato il commissariamento dell’AIA, azzerando di fatto i vertici dell’Associazione Italiana Arbitri. Una mossa forte, anticipata da Calcio e Finanza, che arriva come conseguenza diretta dell’inibizione di 13 mesi inflitta al presidente Antonio Zappi.

La Federazione ha scelto la linea dura, ritenendo non più sostenibile la permanenza in carica di un presidente colpito da una sanzione così pesante e coinvolto in una vicenda che ha sollevato dubbi profondi sulla trasparenza e sull’equilibrio dei poteri all’interno del sistema arbitrale.

Le accuse a Zappi e il tentativo di “ribaltone” tecnico

Alla base del provvedimento c’è la sentenza emessa lo scorso 12 gennaio dal Tribunale Federale Nazionale. Secondo quanto stabilito dai giudici, Zappi avrebbe tenuto comportamenti definiti “pressanti e non corretti” nei confronti dei vertici degli organi tecnici delle leghe minori.

In particolare, la Procura Federale contesta al numero uno degli arbitri di aver esercitato indebite pressioni per spingere alle dimissioni Maurizio Ciampi e Luca Pizzi, all’epoca responsabili delle designazioni rispettivamente per Serie C e Serie D. L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di liberare quelle posizioni per insediare figure di alto profilo come Daniele Orsato e Stefano Braschi, ridisegnando così gli equilibri interni e la geografia del potere arbitrale.

La scelta della FIGC: niente attesa per il giudizio definitivo

Dal punto di vista regolamentare, Zappi avrebbe potuto teoricamente restare in carica fino al giudizio definitivo di secondo grado, necessario per far scattare la decadenza automatica. Tuttavia, di fronte a una condanna in primo grado superiore ai dodici mesi e alla gravità delle accuse, la FIGC ha deciso di non attendere oltre.

La governance del calcio italiano ha ritenuto incompatibile la continuità istituzionale dell’AIA con una presidenza fortemente indebolita, optando per il commissariamento immediato come atto di tutela del sistema.

AIA commissariata: cosa succede ora

Con l’azzeramento dei vertici, l’AIA entra nella fase più delicata della sua storia recente. Nei prossimi giorni è attesa la nomina di un Commissario straordinario, che avrà il compito di traghettare l’associazione fuori dalla tempesta, ristabilire un quadro di normalità e accompagnare il mondo arbitrale verso una nuova governance.

Il segnale lanciato dalla FIGC è chiaro: in un momento di massima esposizione mediatica e di forte pressione sul sistema arbitrale, la credibilità viene prima di tutto. Ora toccherà al commissario ricostruire fiducia e stabilità, in un contesto che resta carico di tensioni e interrogativi.

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