Cagliari, Rastelli: «Obiettivo salvezza, la Sardegna Arena deve essere una bolgia»

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Massimo Rastelli disegna il Cagliari 2017/18 ed esalta Barella: «E’ un Dunga con i piedi di Rui Costa…». E su Joao Pedro: «Deve essere il suo anno»

A sei giorni dall’inizio del ritiro di Pejo continua a prendere forma il nuovo Cagliari. Quello del Rastelli ter, una squadra che punta a migliorare i 47 punti dell’ultima stagione. Anche grazie all’infoltimento di uno staff tecnico che adesso conta ben otto persone, in modo da poter specializzare e curare nel dettaglio il lavoro quotidiano. «Ora i tempi sono ripartiti meglio, aggiungiamo qualità», ha spiegato Massimo Rastelli nel corso dell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Spazio poi all’argomento rovente, la difesa: «Abbiamo subito delle goleade ma abbiamo aggiustato tanto. Andreolli ha esperienza e personalità: affiancherà Pisacane. E spero di recuperare al meglio Ceppitelli e Capuano che può adattarsi a sinistra. Miangue può darci una spinta maggiore rispetto a Murru, ha gamba e e un gran piede». Salvo qualche innesto mirato la squadra è fatta. In un calciomercato che – come da copione – si sta confermando poco movimentato, l’obiettivo principale era ed è trattenere i big: «Barella ha resistenza e corsa, è un Dunga con i piedi di Rui Costa. Un altro anno a Cagliari gli serve, poi sarà pronto per andare in una super squadra. Joao Pedro? Deve essere il suo anno, forse è il giocatore che ho capito di più». Chiusura sulle ambizioni del tecnico: «Innanzitutto la conquista della salvezza. In una Sardegna Arena che deve essere, oltre che un fortino, una vera bolgia».

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