Pensieri Rossoblù: “A Testa Alta”

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Quando non si sa da che parte iniziare significa che la situazione è davvero molto contorta e complicata. A pensar male si potrebbe addirittura dire che questo sia voluto: mandare tutto a carte quarantotto sperando che dal solito pasticcio all’italiana si trovi una soluzione “de core” alla “volemose bene” più che reale, legale e legittima. Chi ne paga le conseguenze, ovviamente, sono i tifosi. Illusi, coccolati, usati, insultati. Sia ben chiaro, non parlo solo di sentimenti ed amore per squadra e città, benzina e motore che si sa essere macchina pressoché perfetta e senza intoppi. Penso innanzitutto a chi ha sottoscritto un contratto ed ha pagato per ricevere un servizio, ad ora erogato con il contagocce. Oggi si è davanti all’ennesimo capitolo, non certo l’ultimo, di questa tragicommedia politico-social-sportiva. Dopo la vittoria con la Fiorentina a salvezza quasi matematicamente ottenuta, quando si era trovato un ennesimo strano equilibrio, fatto di cori fuori dallo stadio e squadra unita nel ringraziare tifosi-acrobati appollaiati sulle ringhiere, la società ha deciso di revocare la convenzione presentata mesi fa come patto di amicizia con i nostri salvatori. Si è deciso insomma di continuare a fare rumore, di continuare con i colpi di scena ad effetto in barba a chi era riuscito a ritagliarsi un piccolo e minuscolo spazio di normalità li dove la normalità era veramente una sconosciuta. La speranza, sarò un illuso, è sempre quella che chi, a diverso titolo, ha l’obbligo ed il potere di decidere sia sufficientemente lungimirante per capire quali possano essere gli effetti di azioni e decisioni. Fino ad ora però, e questo è un fatto, non è stato così. La verità molto probabilmente non si saprà subito. Ci vorrà del tempo affinché tutti i cassetti necessari vengano perquisiti e magari il quadro e la logica assumano contorni più chiari e definiti (andando oltre le idee ed intuizioni personali). Vediamo cosa succederà domani.

Complotto, ignoranza, malafede, incuria, incapacità o macchinazione che sia, una cosa però è certa: il tifoso in quanto tale è sportivamente sacro, il tifoso sardo lo è ancor di più. Chiunque, a qualsiasi livello e titolo, manchi di rispetto o sfrutti il legame carnale con i colori e la terra non merita rispetto o idolatria, sperando faccia i conti con la propria coscienza. Perciò testa alta casteddai, occhi aperti e memoria lunga, perché nessuno è come voi, nessuno è come noi.

Di Nicola Galasso.

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