Is Arenas, Grussu confessa: “Alcuni fondi Pia dirottati. Mai in contatto col Cagliari”

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Antonio Grussu, costruttore finito agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato peculato e falso ideologico, ha sciolto uno dei dubbi legati all’inchiesta sulla realizzazione dello stadio “Is Arenas” a Quartu S.Elena davanti al pm Enrico Lussu: “Poiché non era stata perfezionata la perizia di variante dovevamo pagarci parte dei lavori fatti e delle somme anticipate. Trattandosi di lavori che non potevano essere contabilizzati si decise di utilizzare i fondi Pia per pagare con un primo stato di avanzamento facendo riferimento a categorie di lavori del Pia previsti ma, in realtà, mai realizzati“, si legge nel verbale dell’interrogatorio, riportato da L’Unione Sarda.

Il testo dell’inquisitorio era stato secretato, ma al momento è a disposizione delle altre persone indagate, citate in altri passaggi: “Abbiamo fatto tutti i lavori su espressa disposizione del Comune tramite Gessa e il suo staff. Benché si trattasse di opere necessarie per il nuovo stadio non abbiamo mai preso accordi col Cagliari Calcio. Non ho mai avuto rapporti con esponenti della società rossoblu, ho visto Cellino una sola volta, in occasione della partita Cagliari-Catania, quando mi ha chiesto il nominativo delle mie maestranze perché ci voleva omaggiare di un ingresso gratis in relazione a tutti i lavori che abbiamo fatto e per la fretta con cui avevamo lavorato“.

Riguardo al sindaco quartese Mauro Contini: “L’ho visto in cantiere una volta, molto più spesso Lilliu che verificava l’andamento dei lavori“. Sulla nota firmata con la quale Gessa, attraverso il Comune, gli ordinò di effettuare il prima possibile alcune opere e di coordinare i lavori con il club sardo: “Ogni nostra comunicazione al Comune era trasmessa anche al Cagliari così come ogni comunicazione dell’amministrazione era diretta anche alla società rossoblu. Abbiamo lavorato alla recinzione: Gessa mi disse che le modifiche erano necessarie per far fronte alle esigenze del nuovo stadio. Masala era il direttore dei lavori ma l’ho visto poche volte. Voglio precisare che abbiamo ricevuto tantissime plnaimetrie a seguito delle varie riunioni della Commissione provinciale che dava disposizioni affinché la recinzione rispettasse le norme di sicurezza. Poiché le planimetrie non erano mai adeguate agli standard di sicurezza richiestim era necessario procedere con continui aggiornamenti e adeguamenti“.

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