Caso Fluorsid, Giulini: «Avrei preferito andarci io in carcere, crediamo nella giustizia»

© foto CagliariNews24.com

Al termine della premiazione del Cagliari per l’acquisizione della salvezza, Giulini ha parlato del terremoto che ha colpito in mattinata la Fluorsid, azienda di sua proprietà: arrestati sette collaboratori per disastro ambientale

A margine della cerimonia di premiazione del Cagliari Calcio per il raggiungimento della salvezza il presidente del club isolano Tommaso Giulini si è soffermato sul terremoto che ha colpito la Fluorsid, azienda di cui è a capo. Cinque suoi collaboratori sono stati arrestati e trasferiti in mattinata al cercare di Uta con l’accusa, tra le altre, di associazione a delinquere e disastro ambientale, altri due sono agli arresti domiciliari. «Ovviamente siamo sconvolti, ci siamo svegliati stamattina alle 7 con questa cosa che è totalmente inattesa. Siamo un impianto che da 50 anni movimenta i suoi prodotti sempre nello stesso modo, soprattutto negli ultimi anni subiamo le tante certificazioni necessarie in Italia per operare. Poche settimane fa abbiano avuto l’ennesima visita ministeriale. Non mi capacito di come sia potuta accadere questa cosa. Ho sette persone che per me sono come familiari che sono in carcere come normali criminali, io rimarrò qui fino a quando la vicenda non si risolverà. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso, abbiamo assolutamente fiducia. Sarebbe troppo facile lasciarsi prendere da rabbia e considerazioni che si potrebbero avere in situazioni come queste», ha spiegato un amareggiato Giulini.

«SUPEREREMO QUESTA VICENDA» – «Avrei preferito andarci io in prigione, piuttosto che i nostri sette collaboratori – ha continuato il patron rossoblù –. Tornando al calcio credo che siamo qui oggi anche per il bel campionato di Serie B dello scorso anno, come siamo venuti fuori da quella retrocessione riusciremo a venir fuori ancora più forti dalla vicenda Fluorsid. Ringrazio il sindaco ed il presidente del Consiglio Comunale, questo ci responsabilizza come club e squadra. Dobbiamo fare due stadi importanti, due opere importanti per Cagliari: abbiamo tanto lavoro davanti e continueremo con la stessa determinazione di sempre. Avvisaglie dell’inchiesta? Non ne abbiamo assolutamente avute, siamo veramente scioccati. Ci siamo trovati decine di macchine della Forestale, i nostri collaboratori sono stati buttati gi dal letto di fronte ai bambini e portati a Uta. Io spero di essere sentito e di poter chiarire queste vicenda, dopo aver operato in Sardegna per 50 anni nel rispetto di ambiente ed economia locale non riusciamo a capire come adesso possiamo essere coinvolti in una vicenda del genere. Noi in Italia rispetto alla nostra concorrenza straniera dobbiamo sopportare dei costi di certificazione enormi: che questo avvenga soprattutto qui, dove si è continuamente controllati su tutto…potete immaginare quanto gli enti sono giustamente attenti in Sardegna a ciò che facciamo».

Dichiarazioni raccolte dal nostro direttore Sergio Cadeddu

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