Esclusiva – Avramov/1: «Cellino fondamentale, gruppo fantastico. La vicenda Is Arenas…»

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Parole d’amore quelle di Vlada Avramov per il Cagliari. Un amore incondizionato, scattato a prima vista ormai due anni fa: quasi un colpo di fulmine che gli ha permesso di sposare la causa del Cagliari e dire addio alla Fiorentina dopo quattro stagioni. Nella settimana che conduce a Cagliari – Fiorentina, la redazione di CagliariNews24.com ha raggiunto in esclusiva Vlada Avramov. Di seguito la prima parte dell’intervista:

Ambientamento a Cagliari: com’è stato l’impatto con la Sardegna una volta arrivato da Firenze?
«Sinceramente non pensavo fosse così perfetto. Nello spogliatoio ho subito trovato un gruppo straordinario: grazie sopratutto al presidente e alla società che hanno fatto una grande squadra di bravi giocatori ma sopratutto uomini, come il capitano Conti che ha messo tutto il suo cuore dentro lo spogliatoio. Mi sono subito trovato bene, nei primi tempi mi ha aiutato molto anche Agazzi: quando mi hanno prolungato il contratto dopo sei mesi ho detto che non me ne vado da qui finche mi vogliono. Spero di finire la carriera qui a Cagliari».

Memorabile la tua corsa dopo il 4-3 col Torino siglato da Conti. Il tuo rapporto con il capitano?
«Viviamo vicini, abitiamo nello stesso palazzo, ma chiunque avesse fatto il gol del 4-3, sarei entrato in campo ugualmente perché mi sento importante nello spogliatoio, anche se sono il secondo portiere, e questo è grazie a tutto il gruppo.

Come vivi il rapporto con Agazzi?
«Quando sono arrivato a Vicenza (dal 2001 al 2005, ndr) il primo portiere era Gino Sterchele e credevo che non avrei più trovato nessuno come lui. La concorrenza può fare solamente bene a entrambi i portieri. Dopo, qui a Cagliari, ho trovato Agazzi, un grande portiere: mi trovo benissimo con lui, siamo amici e spesso andiamo anche a cena. Sono contento che sia qui, spero rimanga a Cagliari».

Cosa hanno portato Pulga e Lopez dopo un inizio di campionato traballante?
«Lopez conosceva benissimo tutti i calciatori, questo è stato l’elemento chiave: quando è arrivato lui già sapeva benissimo come stava la squadra, conosceva benissimo l’ambiente e tanti giocatori. E’ stato facile per lui integrarsi in questo nuovo ruolo. Ha la grinta giusta, è un allenatore che farà strada sicuramente».

Un giudizio sulla vicenda Is Arenas?
«Non comprendo benissimo queste vicende legate allo stadio, so che il presidente ha fatto di tutto per dare uno stadio nuovo al Cagliari ed è finito dove è finito. Queste cose mi fanno incazzare perché c’è gente che fa cento volte peggio ed escono subito: è un presidente che voleva aiutare la squadra: grazie a lui il Cagliari è da tanti anni in Serie A, non grazie a me. Spero che la vicenda dello stadio possa risolversi presto, non è una cosa normale: abbiamo uno degli stadi più belli di Serie A e non possiamo giocarci con i nostri tifosi».

I tifosi spesso fuori dallo stadio e impossibilitati alla visione durante quest’anno: avete percepito lo stesso il loro calore?
«Certamente, ho giocato io gli ultimi 45′ contro la Sampdoria e sono andato a salutarli dopo la gara: è stata una cosa bella, ma anche triste perché c’è tanta gente di Cagliari che ama i colori della sua squadra e non può vedere la partita».

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Intervista realizzata da Sergio Cadeddu.
Si ringraziano il Cagliari Calcio e Vlada Avramov per la disponibilità e la cortesia.

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