Arrigoni: “A Cagliari esperienza straordinaria. Domenica…”

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Il portale ToroNews ha sentito Daniele Arrigoni, ex allenatore di Cagliari e Torino, a pochi giorni dalla sfida tra le due squadre.

La prima domanda è sull’esperienza vissuta nella panchina rossoblù, il tecnico risponde così:

E’ stata un’ esperienza straordinaria dal punto di vista professionale: era il mio primo anno in A ed è stato bellissimo. Arrivammo decimi, il miglior risultato del Cagliari negli ultimi anni, e raggiungemmo anche una semifinale di Coppa Italia poi persa contro l’Inter“.

Poi si sofferma sull’esperienza vissuta a Torino:

“Sì, purtroppo sono rimasto solo un mese e sono arrivato nel momento peggiore, perché senza l’arrivo di Cairo il Torino rischiava di scomparire. Ricordo che prima dell’ultima amichevole convinsi io i giocatori a scendere in campo di fronte ai tifosi giunti a vederci in lacrime e, lo confesso, quel giorno ho pianto anche io. Ricordo che rimasi a lungo sul pullman da solo a pensare alle più di 2000 persone che erano venute lo stesso seguendo il loro grande attaccamento a questi colori. Nel bene o nel male è stato comunque un momento indimenticabile“.

Alla domanda sulla partita di domenica dice:

Una bella gara, e lo dico non perché ho allenato entrambe le squadre ma perché si tratta di due delle poche compagini di A che giocano bene a calcio. Inoltre anche i risultati stanno dando ragione a Toro e Cagliari che sono in linea con i programmi; in particolare i granata stanno addirittura stupendo tutti: vincono e giocano davvero bene“.

Poi si sofferma a parlare sul difensore centrale dei granata Guillermo Rodriguez diventato idolo della tifoseria: 

Anche da noi ha fatto molto bene, soprattutto nelle prime sette o otto giornate, poi a Cesena sono sprofondati un po’ tutti. Ricordo che lo utilizzavo sempre perché lo ritenevo molto affidabile e solo una volta l’ho tenuto fuori perché avevamo tre partite in una settimana. E’ un giocatore molto intelligente e forte fisicamente, che in Sudamerica ha giocato ad alti livelli disputando anche una finale di Libertadores; poteva accusare qualche difficoltà per via dei metodi di allenamento diversi dai nostri ma invece si è ambientato alla grande“.

Sulla domanda della vicenda dello stadio di Is Arenas risponde così:

Spero presto e mi auguro che venga fatto uno stadio su misura. Sinceramente non capisco quale sia il problema perchè Is Arenas mi sembra perfetto. Una volta che finalmente una società italiana ha uno stadio tutto suo, non può giocarci, o non lo può fare davanti al proprio pubblico. Come recitava il titolo di quel vecchio film? “ Storie di ordinaria follia”.
Io non mi intendo di questi problemi e non so quale sia la situazione però la questione è molto semplice: o si può giocare o non si può, o lo stadio è a norma o non lo è. Non ha senso giocarci una partita a porte aperte, poi chiuderlo, poi magari riaprirlo. Credo si tratti semplicemente di qualche ripicca di cui non sono a conoscenza all’interno di uno scenario tutto italiano. Questa vicenda è talmente assurda che mi scappa da ridere e la cosa più triste è che a rimetterci sono i tifosi del Cagliari, un pubblico meraviglioso che magari ha pure pagato l’abbonamento“.

Alla domanda se ha ricevuto qualche richiesta dice:

Stavo per andare ad allenare all’estero ma poi purtroppo all’ultimo è saltato tutto“.
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